Vorrei provare a raccontarvi cos’è per me quella che viene definita “la rivoluzione siriana”.

Vorrei provare a raccontarvela filtrata dagli occhi di una mamma, perché’ ogni piccola azione quotidiana dei tuoi figli e ogni piccolo loro oggetto, ti trasporta costantemente in un paese non troppo distante da noi, ma in un mondo totalmente opposto al nostro.

Cerchi di dare il meglio ai tuoi figli, cerchi di insegnare loro cosa significhino giusto e sbagliato, li educhi, li ascolti, gli parli, li sostieni.

Poi incontri le mamme siriane, gran forza, su di loro spesso grava tutto il peso della famiglia, 4 o 5 figli a testa, spesso giovanissime. Tu, mamma, devi riuscire a dare da mangiare ai tuoi figli e spesso non ci riesci, devi riuscire ad allattare il tuo piccolino…ma non ce la fai perché’ sei troppo debole e il latte non ce l’hai. Devi lavarli e vestirli, ma quando ti va bene hai qualche salvietta per pulirli o l’acqua gelata e hai qualche maglia che ti devi far durare per parecchi mesi; non importa se hai il maglione di lana d’estate e la t-shirt d’inverno, non hai altro.

Non puoi mandare i tuoi bambini a scuola perché’ non c’è più e non puoi nemmeno farli studiare, colorare o disegnare, perché’ non hai i libri, la carta e nemmeno le matite.

Non puoi comprargli un giocattolo, ma puoi vedere giocare i tuoi figli con un bastone o con i rifiuti, e riuscire a trovare una ruota o una palla è una festa per loro.

Devi proteggerli dal freddo, riparare dalla pioggia e stare attenta che non si scottino al sole o che vengano punti dalle zanzare infette. Li copri alla meglio e fai come puoi perché’ altro non puoi fare.

Devi curali, hanno la tosse, la febbre, ma non hai nemmeno l’antibiotico…devi essere fortunata per poterlo trovare.

Non li puoi accompagnare a casa, semplicemente perché’ una casa non ce l’hai. Come faresti poi a raccontare a tuo figlio cos’è una casa, l’elettricità, l’acqua calda, un letto caldo, la televisione? Impossibile immaginarlo.
Non puoi, semplicemente non puoi.

E io, mamma, che fortunatamente posso fare tutto questo, vorrei riuscire a fare in modo che anche le mamme siriane possano fare ciò ‘che faccio io, ogni cosa. Ogni singolo aiuto può fare la differenza.

LORENA CASTELLAZZI