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  • Il carico di aiuti, partito dalla Franciacorta e da Bologna, è giunto a destinazione sull’isola di Lesvos. Il materiale medico sarà consegnato ai medici di Kitrinos che sono volontari che lavorano all’interno del campo di Morìa. Tutto l’abbigliamento, le scarpe ed i giochi saranno messi a disposizione dei rifugiati che possono liberamente accedere allo “spaccio” allestito da Refugee4refugees. Grazie a tutti coloro che hanno consentito, con  donazioni e con il contributo di materiale, la composizione e la spedizione del carico.

    We Are ha aggiunto un piccolo mattonino al il ponte umanitario, un  piccolo punto di sutura all’emorragia di indifferenza che sembra contagiare molti. Noi non molliamo. We Are c’è.

  • Gli studenti delle classi terze dell’istituto Einaudi di Chiari hanno proposto nella loro scuola, nel mese di maggio, la mostra fotografica di We Are.
    Hanno esposto immagini e fotografie scattate durante le varie missioni ( da Alex Scalinci, Manuel Turri ed altri) nel campo profughi di Bab al Salama, nella città di Azaz e nella città di Kilis.
    Siamo sempre molto lieti di offrire il nostro materiale a studenti ed insegnanti, perché uno degli impegni di We Are è quello di promuovere l’informazione, la condivisione ed il confronto.
    Le fotografie offrono lo spaccato di una vita nella guerra, dove il vivere quotidiano è una questione di equilibrio precario tra bombe e fame. Ci presentano volti, persone e storie, proprio come le nostre.
    L’umanità si esprime in molti modi: l’attenzione alla persona ed il desiderio di conoscere sono esempi di grande umanità.
    Grazie ai ragazzi dell’Einaudi e ai loro insegnanti, per la sensibilità dimostrata.

  • Il Festival del Ben-Essere di Chiarissima 2019 ha avuto come tema di fondo: “ Restiamo Umani”. E’ stato scelto un tema di grande attualità e molto scomodo da trattare in questi tempi difficili.
    We Are è stata presente nelle 3 giornate e ha proposto: una conferenza, sabato 11, momenti di gioco con i bambini e il gazebo dove erano in vendita i gadgets dell’associazione.
    La Conferenza, dal titolo “ Filoxenia – Testimonianze dalla guerra in Siria e dai campi profughi”, ha ospitato persone direttamente coinvolte e competenti sul tema che hanno offerto il loro contributo con significativi interventi.
    Amedeo Ricucci, giornalista e d inviato RAI, ci ha parlato attraverso skype di come sia sorto in lui il desiderio di approfondire e comprendere la questione Siriana. La sua personale e difficile esperienza in Siria, la sua grande capacità comunicativa e di sintesi, ci hanno permesso di comprendere alcuni passaggi fondamentali di questa intricatissima situazione politico/militare. Il collegamento skype un po’ ballerino, non ci ha consentito di offrirgli ulteriore spazio per approfondimenti sicuramente istruttivi, ma, quanto detto è stato molto chiaro e decisamente forte ed ha aperto la strada per il successivo intervento.
    Omar Alshakal è un ragazzo siriano di 25 anni; ha il volto di un uomo, ma quando sorride, sembra tornare ragazzino. Ha una dura esperienza di vita sulle spalle e, con poche parole, ce l’ha raccontata. Omar, però, non parla volentieri di sé stesso, preferisce parlare del perché, una volta arrivato a nuoto dalla Turchia all’isola di Lesvos ( Grecia), qui si sia fermato ed abbia deciso di rendersi utile viste le enormi difficoltà in cui i rifugiati sono costretti a vivere nei campi profughi e ai margini di essi.
    Ha fondato un’associazione, Refugee4Refugees, che si occupa di vestire, sfamare e fornire farmaci vitali ai profughi: offre la sopravvivenza a chi non ha più nulla. E’ riuscito a creare una rete di aiuti che tamponano situazioni a volte inimmaginabili. Un piccolo esempio: una tenda in un campo può ospitare 4/5, o anche più, nuclei familiari ( i campi sono molto sovraffollati) , e le persone ospiti della tenda, per dormire, fanno i turni…
    Omar, per le sue iniziative, ha ricevuto anche un riconoscimento da United Nation Student Association di Oslo. Il UN Student Prize 2018; ma lui preferisce parlare delle centinaia di bambini che riesce a far giocare con i volontari che arrivano in Grecia. Omar ci ha parlato in arabo, ed è stato tradotto in simultanea da Feisal Al Mohamad.
    Molto significativa è stata anche la testimonianza di Gabriel Tizon, fotografo spagnolo molto apprezzato e conosciuto a livelli internazionale. Ci ha parlato ed ha fatto parlare le sue fotografie: bambini,donne, uomini, oggetti.. che raccontano la storia di Persone. Quando è partito il video che trasmetteva le sue fotografie, scattate in molte parti del mondo, per un problema tecnico ( ahimè un altro!!), non è partito l’audio. Un silenzio assordante, totale e assoluto ha accompagnato lo scorrere delle immagini. Credo che sia stato meglio così. Gabriel ci ha lasciato un forte messaggio sulla necessità di riconoscere la Persona che c’è dietro ad ogni storia. Ha parla in spagnolo, ed è stato tradotto da Gabriela Gabo Calabrò ( la nostra Pagliaccia Umanitaria).
    Feisal Al Mohamad, medico siriano che vive in Italia da 50 anni, ha fatto da moderatore alla riunione ed ha risposto ad alcune domande che sono state poste. Ci ha offerto una lettura della situazione attuale della questione Siriana parlando dell’evolversi della sua storia recente. Ci ha fornito informazioni molto utili che ci possono aiutare a comporre un puzzle quasi impossibile.
    E’ stata una riunione “intensa”, ricca di messaggi e spunti e i numerosi problemi tecnici, che ci hanno costretto a rivedere la scaletta programmata e i tempi, sono passati in secondo piano: la sostanza oscura l’apparenza.
    Il nostro gazebo ha retto molto bene al terribile nubifragio che si è abbattuto su Chiari e sui paesi limitrofi: Tutti i gadget salvi e asciutti. Noi un po’ meno.
    Gabo, la nostra Pagliaccia Del Cuore, approfittando di uno squarcio nel cielo ha aperto il paracadute della Pace. I bambini sono spuntati, i ragazzini si sono avvicinati, mamme e papà, giovani e chi lo ha desiderato si sono attaccati alle maniglie del paracadute e abbiamo iniziato a giocare nel bellissimo parco della villa Mazzotti. Restare Umani è anche ricordarsi di saper giocare insieme e Gabo ce lo insegna sempre.
    Dal nostro gazebo sono passate tante persone. Alcune ci hanno chiesto informazioni su We Are. Lo sappiamo, viviamo in tempi difficili, di diffidenza, dove sembra prevalere la paura dell’altro e la fiducia sembra vacillare. Per questo noi siamo consapevoli di avere amici preziosi, che ogni volta ci sostengono ( e ci portano anche ottimi frollini con marmellata di ciliegie cotti a puntino). Siamo molto grati per tutti coloro che prestano voce a chi non ha più voce. We Are lo fa, dando voce ai bambini Siriani e ai profughi del campo di Moria a Lesvos. Quanta ricchezza si riceve donando il proprio tempo e le energie a chi tempo ed energie ne ha poche!! Tanta gratitudine a chi“ Resta Umano”.
    Chiarissima è finita e abbiamo smontato tutto. Abbiamo salutato chi parte. Abbracci forti.
    I nostri bambini di Kilis, le loro madri e le donne e i profughi delle isole Greche da oggi sono meno soli.

  • Questa settimana di Maggio sarà molto operosa per We Are.
    Stiamo ultimando la preparazioni degli scatoloni che andranno a costituire il container che partirà Giovedì verso l’isola greca di Lesvos. Scatoloni che contengono vestiti, scarpe, intimo, farmaci e giocattoli che sono le grandi necessità delle famiglie e delle persone “ospitati” nei campi profughi dell’isola. We Are, ha il sostegno di molte persone che, silenziosamente, portano il materiale richiesto, o fanno donazioni per la spedizione. In effetti il bene e la solidarietà non fanno rumore, ma portano grande sollievo a chi è nel bisogno. Noi ringraziamo tutti, e, come nostra consuetudine, terremo monitorato il viaggio del container e comunicheremo con reportages dedicati. Per rispondere alle domande che, a volte, ci vengono rivolte riguardo alla certezza che i nostri progetti, i nostri materiali ecc arrivino tutti destinazione, ricordiamo che We Are si muove su canali sicuri, appoggiandosi a referenti conosciuti che agiscono sui luoghi di destinazione dei progetti. Quando vengono meno questi requisiti, i progetti vengono terminati.
    Il secondo importante appuntamento della settimana è la presenza di We Are a ‘Chiarissima 2019’. Ogni anno a Chiari ( Bs), nella splendida cornice della Villa Mazzotti e del suo meraviglioso parco, si svolge il Festival del Ben-essere. Quest’anno il tema su cui verte la manifestazione ( che dura 3 giorni ) riguarda la questione dei migranti e tutto ciò che questo comporta. Chiarissima apre vari spazi di approfondimento, confronto e dibattito e We Are Sabato 11 maggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00, offrirà un contributo significativo per l’approfondimento della questione siriana, della situazione nei campi profughi e della situazione italiana, portando alla conferenza/dibattito importanti ‘ testimonianze del nostro tempo’ attraverso la voce dei relatori ospiti ( per conoscere i nostri ospiti vi rimandiamo ad articoli precedenti). We Are vi invita con calore alla conferenza, e , al nostro gazebo, troverete meravigliosi gadgets per sostenere i nostri progetti.

  • Francesca, in questi anni, ha portato il libro nelle scuole e ha fatto conoscere la Storia di Maxima a centinaia di studenti che hanno sempre mostrato vivo interesse e posto tantissime domande. Anche nelle iniziative di We Are Francesca e la storia di Maxima sono state spesso presenti.
    In questi giorni Maxima e suo fratello sono in Italia, a Bergamo nell’ambito di una rassegna libraria, e li abbiamo incontrati. Abbiamo abbracciato una ragazzina, ancora deve compiere 18 anni, solare e comunicativa, bellissima e sorridente, con un’esperienza pesante, divenuta fonte di ricchezza interiore e motivo di impegno quotidiano, ma sempre col sorriso. Una storia, che ha un volto e un cuore, quello di Maxima ma, con lei, tanti volti e tanti cuori: perché dietro ogni storia ci sono Persone.

  • AMEDEO RICUCCI

    Giornalista professionista, lavora in RAI dal 1993..E’ stato inviato speciale di “Professione reporter”, TG1 e “La storia siamo noi”, seguendo i più importanti conflitti degli ultimi vent’anni: Algeria ,Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kossovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq, Palestina, Tunisia, Libia, Siria.
    Dal settembre 2011 gestisce il blog “Ferri Vecchi” e, dal settembre 2013, lavora agli speciali del TG1 .Il 3 aprile 2013 è stato sequestrato in Siria assieme ad altri tre giornalisti italiani ad opera di una brigata di Jabhat al Nusra , passata in quegli stessi giorni all’isis che si era appena costituito .I quattro giornalisti sono stati liberati dopo 11 giorni di sequestro e, in tale periodo, era stato mantenuto il silenzio stampa .Amedeo Ricucci dice spesso che la sua idea di giornalismo è racchiusa in questa frase di Horacio Verbitsky : ”Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, tutto il resto è propaganda”.
    Così come sulla carta stampata domina il racconto con le parole, in tv dovrebbe prevalere il racconto per immagini che ha in sé una grande potenza, perchè la forza espressiva di una sequenza filmata è unica ,dice , la scrittura evoca infatti,mentre l’immagine va oltre, trasformando una notizia in azione e, soprattutto, annullando la distanza che separa noi telespettatori da un avvenimento, che ci viene restituito in tutta la sua ricchezza (o quasi) e senza( troppe) mediazioni”.
    Giornalista che fa il suo lavoro con competenza e accuratezza, serio Inviato che sta sul campo e ci racconta come vanno effettivamente le cose afferma: ”A me piace essere onesto anche a discapito delle mie idee”.
    Ci parla di Africa e ci aiuta a capire i suoi lenti ma importanti cambiamenti, ci obbliga a riflettere sulla tragedia siriana su cui abbiamo consapevolmente chiuso gli occhi e di cui ancora si fa fatica a capire la vera portata di questa tragedia. Ci racconta il “caos libico”,il dramma della popolazione dando una lezione di giornalismo, un reportage sulla vita quotidiana a Tripoli e sulla condizione dei migranti che restano lì intrappolati.
    “Bisogna farsi viaggiatori per decifrare i motivi che hanno spinto tanti a partire e tanti altri ad andare incontro alla morte. Sedersi per terra intorno a un fuoco e ascoltare le storie di chi ha voglia di raccontarle, come hanno fatto altri viaggiatori fin dalla notte dei tempi (A,Leogrande .La frontiera). Inviato, esperto viaggiatore, competente reporter che sa sedersi ad ascoltare.

  • Quest’anno non è stato possibile andare in missione dai nostri bambini , abbracciarli, giocare insieme a loro e condividere le loro birichinate. Il nostro sostegno è comunque giunto a destinazione sotto forma di cibo e generi necessari alla quotidianità. Abbiamo imparato che per i nostri bambini è di grande conforto sentire la nostra vicinanza: i loro abbracci sono ‘forti e avvolgenti’ , per cui quest’anno abbiamo inviato loro dei video in cui li salutiamo a nome di tutti i sostenitori di We Are e li abbracciamo virtualmente. Buona Pasqua!

  • OMAR ALASHAKAL
    Cresciuto in una famiglia benestante legata al regime, ha deciso di avvicinarsi alle prime manifestazioni nella sua città per curiosità. Era uno di quelli che pensavano che in Siria non si stesse male ma in una di queste proteste fu arrestato e imprigionato per quasi due mesi. Ripudiato dalla famiglia, Omar si trasferisce nella zona ribelle della città e si presta come traduttore e assistente per i giornalisti e in seguito come autista di ambulanza finché non viene ferito e si deve trasferire in Turchia per le cure. Dopo la degenza, prima di tornare nell’inferno della Siria, vede dalla spiaggia l’isola greca di Kalimnos e, con un amico, un giubbotto di salvataggio e una gomma da camion, decide di tentare di raggiungerla a nuoto. Dopo 14 ore in acqua vengono salvati a1 km dalla riva da una nave. Vaga per kalimnos e poi Salonicco. Attraversa il confine macedone e arriva in Germania da uno zio. Qui cura la sua gamba ferita e, con notevoli difficoltà, tenta di adattarsi a una nuova vita in un nuovo paese, ma in un’indagine di polizia viene accusato di appartenere allo stato islamico; poi le accuse risulteranno infondate, ma la sua immagine è ormai macchiata ed è visto con diffidenza anche dal resto dei rifugiati. Decide quindi di tornare in Siria.Sulla via del ritorno si ferma a Lesbo e qui inizia a studiare inglese mentre cucina per i rifugiati e fa volontariato presso ong. Fonda infine REFUGEE4REFUGEES, la sua associazione grazie alla quale offre cibi caldi, abiti asciutti e un posto per dormire ai nuovi arrivati sull’isola. Tra i compiti importanti svolti dalla sua associazione c’è anche la pulizia delle spiagge e degli insediamenti informali al di fuori del campo di Moria. corsi estivi di nuoto per superare la paura dell’acqua, ma soprattutto ci sono progetti sociali ed educativi per i bambini.
    “Far vivere questi bambini nel degrado, abbandonati dalle istituzioni europee, significa segnarli per sempre,marcarli di rabbia e risentimento. Qualcuno deve aiutarli, per questo sono tornato qui, per restituire un po’ di dignità alle persone che l’Europa mortifica. Provo a ricordare loro che non sono animali, a ricordare cosa significa umanità”.

  • Non abbiamo mai avuto l’ossessione di documentare i nostri progetti a tutti i costi e subito a causa forse di esperienze negative vissute in passato nel mondo del no profit. Siamo certi che ogni cosa vada fatta con i tempi giusti e proprio per questo vogliamo condividere con voi queste fotografie appena arrivate da Kilis che dimostrano quanto siano stati apprezzati i regali che a Natale abbiamo consegnato ai nostri piccoli amici. L’inizio dell’anno è stato particolarmente freddo a piovoso a Kilis ma, come potete notare, appena la primavera è sbocciata pattini a rotelle e monopattini hanno subito strappato loro quei sorrisi che fanno così bene ai nostri cuori. Abbiamo deciso di non abbandonare più questi piccoli angeli e potremmo farlo solo con il vostro generoso sostegno ai nostri progetti. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che la donazione del 5×1000 non vi costa nulla ma può aiutare a generare sorrisi come questi. Grazie

  • Primo dirigente medico della PS,30 anni da medico poliziotto, ha passato gran parte del suo tempo su navi e centri d’accoglienza. Schierato in maniera chiara e decisa contro la vergognosa politica di accoglienza del nostro paese:”Salvini specula da criminale sulla tragedia, costruisce la sua fortuna sulla morte. A me non importa chi sia,ma non sopporto la sofferenza inutile.Se qualcuno la crea ricavandone un beneficio politico, non è altro che un criminale”.

    Inizia a gestire sbarchi già dal ’93 e apre a Crotone il primo centro di accoglienza, il Sant’Anna.

    Una sua frase racchiude tutto:”Ana Tabib, sono un medico, è la prima cosa che dico sempre quando salgo su una nave”. Ha visto coi suoi occhi la tragedia di gente che, destinata a morire, tenta di sopravvivere; persone che lasciano tutto quello che consideravano la propria vita. Ha avuto la capacità di ascoltare le loro storie di guerra e fame e di mettersi dalla loro parte.

    E’ una persona di sani principi, umile e grande al tempo stesso, si esprime in maniera chiara e senza tanti giri di parole:”Le nostre leggi non funzionano, siamo noi a renderle un peso”.

    Crede fermamente che soltanto mettendosi in mezzo fisicamente, facendo da esempio, si persuade qualcun altro e semplicemente lo fa.

    “Ecco perché non sopporto Salvini, che parla sempre col sorriso”. Ha capito che la Lega Nord non avrebbe avuto un futuro, fondamentalmente sta imponendo la razza italiana, sa che manda la gente a morire. “I miei amici dicono che sono un pazzo. Ma io so che ho avuto la fortuna di stare nel posto giusto, ho usato la mia divisa per aiutare gli altri e ho sempre rispettato alla lettera le leggi italiane. Non mi sento isolato e neanche appoggiato. Non cerco alleanze, non me ne frega niente. Se qualcuno mi vuole ascoltare mi ascolta. Però oggi mi vergogno di essere italiano. E voglio campare da uomo libero. Comandi Salvini Di Maio o chiunque altro”.