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  • Nella splendida ed accogliente cornice del Cocca Hotel di Sarnico ( Bg) abbiamo vissuto una simpaticissima serata a tema “ Anni ’70”: abbigliamento originale o assemblato con fantasia, musiche e canzoni proposte dalla bravissima Rosa Nera e tanta, tanta solidarietà.

    Il ricavato della serata contribuirà alla realizzazione del nuovo progetto di We Are: l’ambulatorio di supporto psicologico per i bambini e le famiglie di Kilis.

    Ricordiamo che il progetto nasce dall’ascolto delle richieste dei medici e pediatri che operano in Siria e nei campi profughi di confine: la situazione dei bambini è drammatica ed è doveroso intervenire con urgenza. We Are mantiene l’impegno di operare dove ci sono richieste d’intervento, in situazioni che sia possibile monitorare direttamente e con rimandi costanti dell’operato.

    Il legame che si è creato con la “casa famiglia” di Kilis , che al momento ospita 65 bambini per circa 20 nuclei familiari, ci consente di “aprire” l’ambulatorio anche alle richieste delle persone esterne alla struttura. Questo è molto importante perche ì profughi che vivono in Turchia che non hanno una casa ed un lavoro, non hanno alcun diritto, per cui i bambini non hanno accesso alla scuola e all’assistenza sanitaria. Agganciare più nuclei familiari ad una struttura riconosciuta, come la “casa famiglia”, consente una qualità di vita accettabile.

    We Are ringrazie tutti partecipanti alla serata e chi, pur non essendo presente, ha voluto dare il proprio contributo al progetto.

    Ringrazie il Cocca Hotel e RosaNera per la disponibilità offerta.

    Ad ogni evento We Are abbraccia nuovi amici, e ai nostri bambini non può che fare molto, molto bene.

  • We Are Onlus si costituisce il giorno 11 settembre 2013 grazie alla volontà di 10 soci fondatori che decidono di aiutare i profughi siriani dopo aver visto con i propri occhi le condizioni di vita in un campo profughi ai confini con la Turchia.

    Partiti con solamente le quote sociali dei fondatori (500 euro) ci si è dedicati inizialmente alla raccolta di vestiario, scarpe, giocattoli, coperte farmaci e generi alimentari da spedire in territorio siriano tramite container. La decisione di concentrarsi sul riempimento di container è scaturita anche tramite scambi di informazioni e di consigli con un funzionario del ministero degli esteri italiano conosciuto durante una missione.Oltre alla raccolta di generi di prima necessità si è dovuto anche mettere in campo da subito una serie di iniziative per raccogliere i fondi necessari per coprire i costi di spedizione dei container, circa a 2.000,00 euro per ogni spedizione. Ad oggi abbiamo spedito 6container a pagamento (totale 12.000 euro) e uno contenente 21.000 kg di cibo spedito, raccolto in collaborazione con Rock No War Onlus e spedito gratuitamente grazie ai fondi messi a disposizione dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli interni. La merce raccolta per il riempimento dei container è derivata da donazioni da parte dei nostri sostenitori privati, da alcune ditte e, per quanto riguarda la maggior parte dei farmaci grazie ad un progetto denominato FARMACO AMICO che abbiamo siglato con la Fondazione Ant, la società Hera Spa  ed il comune di Bologna. Il cibo è stato invece raccolto grazie a collette alimentari organizzate nel 2014 grazie alla disponibilità dei supermercati COOP della provincia di Bologna e ai tanti volontari che hanno partecipato.

    Già dalla nostra prima missione effettuata nella cittadina di Reihanly nel novembre del 2013, è stato chiaro a tutti i soci che per dare un aiuto concreto al popolo siriano non sarebbe stato sufficiente spedire container contenente generi di prima necessità ma si rendeva necessario creare progetti più sostanziosi e, da subito, ci siamo messi al lavoro per la realizzazione di progetti di maggiore rilevanza tra i quali vogliamo ricordare:

    1) FEBBRAIO 2014 su segnalazione di collaborazioni in territorio siriano abbiamo deciso di acquistare 15 tende per famiglie che si trovano senza un tetto e di consegnare ad ognuna di loro un pacco alimentare.

     2) Nel mese di GIUGNO 2014 abbiamo inaugurato nella cittadina siriana di Azaz, in un edificio della Mezza Luna Rossa Siriana, una sala parto che potesse garantire alle partorienti un ambiente sicuro e pulito. Abbiamo provveduto ad una prima ristrutturazione dei vani, una messa in sicurezza del pozzo interno per il rifornimento di acqua e all’acquisto di un piccolo generatore di corrente, nonché di stufa, di 200 l di gasolio, per una spesa complessiva di € 1.100,00; mentre una incubatrice ci è stata donata da una generosa sostenitrice. Questo progetto partito nel mese di gennaio 2014 è stato finanziato con un Asta Benefica organizzata con il sostegno del Comune di Corte Franca (BS) e con raccolte fondi da noi effettuate tramite eventi benefici. Nei mesi successivi si è deciso di ampliare la struttura garantendo anche assistenza ostetrico-ginecologica. In questa struttura nel semestre giugno/dicembre 2014 sono venuti alla luce 133 bambini di cui 15 sono stati ricoverati per problemi di salute, sono state effettuate 2766 visite ginecologiche e visitate 1784 donne in stato interessante. Visti questi numeri abbiamo deciso di continuare a raccogliere fondi per garantire la sopravvivenza della struttura stessa (900,00 euro mensili) il cui mantenimento è stato garantito fino al 2018 quando il governo turco ci ha proposto di prenderne a carico il mantenimento.

    3) In agosto 2014 abbiamo effettuato una missione a Catania dove ci era stata segnalata la presenza crescente di profughi siriani che cercavano di intraprendere un viaggio in treno dalla stazione ferroviaria locale per raggiungere paesi del Nord Europa che assicurano loro condizioni dignitose di vita. Abbiamo dato vita ad un progetto che garantiva ai profughi una scorta di generi alimentari e farmaci di prima necessità per affrontare il viaggio e alcuni numeri di telefono da usare in caso di necessità dove avrebbero avuto assistenza da persone che parlavano arabo correttamente. Abbiamo cercato di contattare il Sindaco di Catania e l’assessore di riferimento per cercare di ampliare il progetto senza avere ottenuto risposta.

    4) Sempre nel mese d’agosto a Milano abbiamo sostenuto la fondazione Arca di Milano inviando due furgoni pieni di abiti e scarpe per adulti da distribuire presso il loro centro di prima accoglienza in via Zoia.

    5) Nell’autunno 2014 il nostro referente in Siria, volontario della SirianRedCrescent e collaboratore della Ong Francese Pour une Sirye Libre ci ha contattato per metterci al corrente che al nuovo ospedale che stavano costruendo, era necessario un generatore di ossigeno e abbiamo deciso di dedicare ogni nostra attività di raccolta fondi per realizzare questo acquisto. Il progetto si è chiuso poco prima di Natale e siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria per l’acquisto dello stesso e cioè 4.500,00 euro. L’attrezzatura è stata acquistata e consegnata regolarmente.

    6) Sempre dall’associazione Pour un Sirye Libre ci è arrivata la richiesta per l’acquisto di un generatore di corrente anch’esso necessario per il nuovo ospedale e grazie ai soldi avanzati dalla raccolta per il generatore di ossigeno e alla donazione di un nostro benefattore siamo riusciti ad acquistare 3 generatori (uno da 50kwa uno da 25 kwa e uno da 15kwa) per un costo totale di 5.400.00 euro.Il progetto è stato realizzato e le attrezzature sono state acquistate ed installate e ne abbiamo avuto documentazione

    7) Avendo sempre avuto spirito collaborativo nel mese di dicembre abbiamo raccolto un SOS ricevuto da altre associazioni che operano in Siria e abbiamo contribuito all’acquisto di legna per riscaldamento da consegnare al campo di Bab al Salam dopo avere ricevuto notizie drammatiche sulle condizioni dei profughi.

    8) Nel mese di gennaio abbiamo lanciato sul nostro gruppo Facebook una raccolta fondi per la consegna di sacchi nanna per i neonati e per acquistare una gallina da uova per ogni famiglia. Siamo riusciti a consegnare 70 sacchi nanna con kit corredo nascita.

    9) Durante una missione in territorio turcoabbiamo consegnato 500 dental kit ad una scuola riservata a bambini siriani e, avendo visitato un campo profughi siriano palestinese collocato a pochi metri dal confine,abbiamo deciso di acquistare cibo,4 boiler, 1 lavatrice da 7 kg, palloni e saponi.

    10) Si è promossa una raccolta generi di prima necessità da inviare nelle zone colpite dal terremoto del 2016 in centro Italia.

    11) Progetto we are school


    Nel 2017 l’associazione ritenne di grandissimo beneficio allestire una scuola di primo grado per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni in un campo profughi nelle vicinanze del confine turco-siriano.
    Il progetto ha garantito la realizzazione di 20 classi con circa 40 alunni per ciascuna. Il corso di studio è stato quello stabilito dal governo provvisorio della Coalizione siriana e utilizzato nelle scuole situate nelle zone non soggette al controllo del regime. Come struttura si è utilizzata una tenda solida.
    Le spese sono state:

    1. 1.500 dollari per avviamento, acquisto materiale come lavagne, tappeto erboso, materiale scolastico e riscaldamento.
    2. il budget mensile necessario al supporto dello stipendio per 10 insegnanti è di 1.500 dollari per la durata di una stagione scolastica di 9 mesi.

    Anche questo progetto è stato preso in carico dal governo turco che attualmente controlla questa zona.

    12)Centro childteal club.

     A seguito della richiesta del personale medico e paramedico supportato da We Are Onlus, la nostra attenzione si è focalizzata sui bambini bisognosi di cure speciali. Bambini con disabilità psicomotoria che necessitano di supporto costante, reso in Siria ancora più difficile a causa del protrarsi della guerra. Dopo aver trovato gli ambienti idonei, abbiamo eseguito un’accurata ristrutturazione, e nel marzo del 2016 e’ stato inaugurato il Centro Teal Club. Il centro consente l’assistenza psicomotoria e la riabilitazione gratuita a bambini diversamente abili ed a bambini che hanno subito ritardi nel linguaggio dovuti a traumi da guerra. Tenuto conto del numero considerevole dei piccoli utenti che necessitano di attività psicomotorie, il personale medico ci aveva comunicato la necessità di una palestra e altri spazi dedicati con attrezzature idonee che abbiamo realizzato.

    13) Progetto we are home

    We Are onlus ha avviato un nuovo progetto nel 2017 progetto sulla base delle richieste che i nostri referenti nella zona di Azaz ci sottoposero.
    I campi profughi che ospitano migliaia di profughi erano sovraffollati e le condizioni di vita molto difficili. I nostri referenti di zona ci riferiscono di situazioni drammatiche e, visto il troppo affollamento, la necessità di dover dividere in tendoni separati uomini da una parte e donne e bambini dall’altra, questo perché le tende non sono ormai sufficienti per ospitare gruppi familiari. Vivere in un campo è già molto difficile, doverlo fare separati dalla famiglia lo è ancor di più.


    Per migliorare tale situazione è stato realizzato  un programma di reinserimento sul territorio siriano di famiglie che andrebbero ad abitare appartamenti disponibili.
    La zona di Azaz nella quale We Are onlus opera, si trova al nord vicino al confine turco ed è prossima a molti campi profughi sovraffollati: i campi raccoglievano sfollati provenienti prevalentemente da Aleppo e anche dalle zone di Idlib al tempo colpita da quotidiani bombardamenti aerei.
    Ci è stata quindi inoltrata dal nostro referente il Dottor ZakaryaEbraheem la richiesta di sostenere il pagamento di affitti per poter consentire ad alcune famiglie di poter uscire dai campi in cui sono rifugiati. Ricordiamo che moltissime persone hanno perso tutto sotto i bombardamenti e garantire un anno di affitto pagato è certamente un sostegno concreto per offrire una nuova prospettiva.

    Abbiamo quindi dato vita al progetto garantendo l’affitto di 2 appartamenti:
    1° appartamento con 2 camere, cucine e bagno
    2° appartamento con 3 camere, cucina e bagno

    Questo progetto è terminato a gennaio 2019.

    14)Progetto we are Kilis

    Attualmenterisulta molto difficile operare con serietà e tranquillità al nord della Siria, dove abbiamo sempre concentrato i nostri progetti, quindi abbiamo deciso di dare vita ad un progetto di collaborazione continuativa con la Fondazione Fatih Sultan Mehamet con la quale da anni abbiamo creato progetti temporanei per aiutare gli orfani da loro ospitati nella cittadina Turca di Kilis dove questa fondazione assiste profughi siriani in particolare bambini e ragazzi orfani di padre.

    Vista la serietà di questa fondazione e grazie anche al facile raggiungimento della struttura che ci garantisce di poter documentare i nostri progetti nonché la facilità di scendere in missione personalmente abbiamo deciso appunto di dare vita a questo progetto comune che abbiamo chiamato #wearekilis. La fondazione gestisce e paga affitti di tre strutture abitative che ad oggi accolgono 20 nuclei familiari e 52 bambini con un costo mensile di 2500 euro: l’obiettivo di We Are Onlus è quello di partecipare al sostegno di questi costi mensili in maniera continuativa dando la possibilità alla fondazione di creare altre strutture abitative togliendo in questo modo altre famiglie di profughi dalla strada, tenendo anche conto del fatto che il governo Turco per garantire ai profughi di accedere al servizio scolastico e a quello sanitario richiede che gli stessi abbiamo una residenza fissa. Il nostro contributo darà la possibilità alla fondazione la possibilità di garantire quindi una residenza ad un numero maggiore di profughi.

    15) Progetto una gamba per Younes

     Younes, un bambino siriano di 8 anni, nato senza la gamba destra, ad Idlib in Siria.
    Younes e la sua famiglia sono fuggiti da Idlib nel 2013 in seguito al bombardamento della loro casa durante il quale molti dei loro parenti sono morti.
    La famiglia è composta da 2 adulti e 4 bambini. Vivono attualmente in Libia in condizioni tutt’altro che agiate.
    Younes, grazie all’interessamento dell’amica fotografa Isabella Balena, è riuscito ad ottenere un visto ed è arrivato in Italia ad Ottobre 2017 insieme al padre Mohamed dove, grazie alla preziosa disponibilità dell’Associazione  BIMBI IN GAMBA, fondata da Alex Zanardi  ha potuto avere la possibilità di avere una protesi (realizzata presso il centro Ottobock di Budrio), con la quale ha potuto camminare per la prima volta senza l’aiuto di stampelle e giocare perfino a pallone coi propri fratelli.

    La nostra associazione We Are Onlus ha coadiuvato questo bellissimo progetto ma l’attuale situazione in cui si trova la Libia rende di fatto impossibile fare arrivare Younes in Italia per l’aggiornamento della protesi ma stiamo cercando fi fare ottenere a lui e alla sua famiglia la possibilità di stabilizzarsi in Canada grazie ai programmi di UNHCR.

    16) Progetto we areLesvos

    We Are Onlus a gennaio 2019 ha avviato un nuovo progetto in collaborazione con l’associazione Refugee4refugees sull’isola di Lesvos (Grecia), per supportare i profughi accolti nel campo di Moria e accampati al di fuori di esso.

    Questo progetto è nato a seguito della missione svolta sull’isola nel mese di gennaio 2019 dalla nostra Vice Presidente, Lorella Morandi, ed altre 3 persone, sostenitrici di We Are.

    La collaborazione con l’associazione Refugee4refugees ha già portato alla raccolta di materiale medico/farmaceutico, di abbigliamento e giochi che sono stati spediti con container nel mese di maggio.

    Sempre in collaborazione con Refugee4refugees abbiamo invitato Omar Alashakal, il fondatore dell’associazione, alla manifestazione di Chiarissima 2019. I presenti alla conferenza hanno avuto una testimonianza diretta della drammatica situazione vissuta dai profughi bloccati nell’isola greca.

    Da subito We Are Onlus si è anche occupata di promuovere iniziative di dibattito e confronto, per sensibilizzare e informare riguardo al problema della guerra in Siria, agli sviluppi del conflitto ed alle emergenze derivanti.

    Abbiamo proposto la nostra mostra fotografica nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, e proposto la riflessione su libri a tema, promuovendo incontri con gli autori (La giornalista Francesca Ghirardelli con il suo libro “Solo la luna ci ha visti passare” e l’insegnante Alessandra Altamura con “Siamo gli eroi del circo”). Abbiamo lavorato anche con le scuole primarie sui temi della Pace, coinvolgendoGabo (Gabriela Calabrò), la clown umanitaria che da anni collabora con l’associazione

    -Sono state proposte varie serate di dibattiti e di presentazione libri (Gabriele del Grande: “Dawla”) e altre sono in fase di preparazione

    Dal 2016 siamo stati ospiti della manifestazione CHIARISSIMA (Chiari BS) e, in ogni edizione abbiamo proposto conferenze, alcune trasmesse da Radio Radicale, in cui sono stati portate testimonianze dalla Siria e dai campi profughi (Dottor Hatem, Omar Alshakal) e sono stati invitati giornalisti (Amedeo Ricucci) ed esponenti dei gruppi siriani in Italia (Feisal Al Mohamad), musicisti (Isaac De Martin e Ala Arsheed, duo italo-siriano), fotografi (Gabriel Tizon) e vari autori.

  • Il carico di aiuti, partito dalla Franciacorta e da Bologna, è giunto a destinazione sull’isola di Lesvos. Il materiale medico sarà consegnato ai medici di Kitrinos che sono volontari che lavorano all’interno del campo di Morìa. Tutto l’abbigliamento, le scarpe ed i giochi saranno messi a disposizione dei rifugiati che possono liberamente accedere allo “spaccio” allestito da Refugee4refugees. Grazie a tutti coloro che hanno consentito, con  donazioni e con il contributo di materiale, la composizione e la spedizione del carico.

    We Are ha aggiunto un piccolo mattonino al il ponte umanitario, un  piccolo punto di sutura all’emorragia di indifferenza che sembra contagiare molti. Noi non molliamo. We Are c’è.

  • Gli studenti delle classi terze dell’istituto Einaudi di Chiari hanno proposto nella loro scuola, nel mese di maggio, la mostra fotografica di We Are.
    Hanno esposto immagini e fotografie scattate durante le varie missioni ( da Alex Scalinci, Manuel Turri ed altri) nel campo profughi di Bab al Salama, nella città di Azaz e nella città di Kilis.
    Siamo sempre molto lieti di offrire il nostro materiale a studenti ed insegnanti, perché uno degli impegni di We Are è quello di promuovere l’informazione, la condivisione ed il confronto.
    Le fotografie offrono lo spaccato di una vita nella guerra, dove il vivere quotidiano è una questione di equilibrio precario tra bombe e fame. Ci presentano volti, persone e storie, proprio come le nostre.
    L’umanità si esprime in molti modi: l’attenzione alla persona ed il desiderio di conoscere sono esempi di grande umanità.
    Grazie ai ragazzi dell’Einaudi e ai loro insegnanti, per la sensibilità dimostrata.

  • Il Festival del Ben-Essere di Chiarissima 2019 ha avuto come tema di fondo: “ Restiamo Umani”. E’ stato scelto un tema di grande attualità e molto scomodo da trattare in questi tempi difficili.
    We Are è stata presente nelle 3 giornate e ha proposto: una conferenza, sabato 11, momenti di gioco con i bambini e il gazebo dove erano in vendita i gadgets dell’associazione.
    La Conferenza, dal titolo “ Filoxenia – Testimonianze dalla guerra in Siria e dai campi profughi”, ha ospitato persone direttamente coinvolte e competenti sul tema che hanno offerto il loro contributo con significativi interventi.
    Amedeo Ricucci, giornalista e d inviato RAI, ci ha parlato attraverso skype di come sia sorto in lui il desiderio di approfondire e comprendere la questione Siriana. La sua personale e difficile esperienza in Siria, la sua grande capacità comunicativa e di sintesi, ci hanno permesso di comprendere alcuni passaggi fondamentali di questa intricatissima situazione politico/militare. Il collegamento skype un po’ ballerino, non ci ha consentito di offrirgli ulteriore spazio per approfondimenti sicuramente istruttivi, ma, quanto detto è stato molto chiaro e decisamente forte ed ha aperto la strada per il successivo intervento.
    Omar Alshakal è un ragazzo siriano di 25 anni; ha il volto di un uomo, ma quando sorride, sembra tornare ragazzino. Ha una dura esperienza di vita sulle spalle e, con poche parole, ce l’ha raccontata. Omar, però, non parla volentieri di sé stesso, preferisce parlare del perché, una volta arrivato a nuoto dalla Turchia all’isola di Lesvos ( Grecia), qui si sia fermato ed abbia deciso di rendersi utile viste le enormi difficoltà in cui i rifugiati sono costretti a vivere nei campi profughi e ai margini di essi.
    Ha fondato un’associazione, Refugee4Refugees, che si occupa di vestire, sfamare e fornire farmaci vitali ai profughi: offre la sopravvivenza a chi non ha più nulla. E’ riuscito a creare una rete di aiuti che tamponano situazioni a volte inimmaginabili. Un piccolo esempio: una tenda in un campo può ospitare 4/5, o anche più, nuclei familiari ( i campi sono molto sovraffollati) , e le persone ospiti della tenda, per dormire, fanno i turni…
    Omar, per le sue iniziative, ha ricevuto anche un riconoscimento da United Nation Student Association di Oslo. Il UN Student Prize 2018; ma lui preferisce parlare delle centinaia di bambini che riesce a far giocare con i volontari che arrivano in Grecia. Omar ci ha parlato in arabo, ed è stato tradotto in simultanea da Feisal Al Mohamad.
    Molto significativa è stata anche la testimonianza di Gabriel Tizon, fotografo spagnolo molto apprezzato e conosciuto a livelli internazionale. Ci ha parlato ed ha fatto parlare le sue fotografie: bambini,donne, uomini, oggetti.. che raccontano la storia di Persone. Quando è partito il video che trasmetteva le sue fotografie, scattate in molte parti del mondo, per un problema tecnico ( ahimè un altro!!), non è partito l’audio. Un silenzio assordante, totale e assoluto ha accompagnato lo scorrere delle immagini. Credo che sia stato meglio così. Gabriel ci ha lasciato un forte messaggio sulla necessità di riconoscere la Persona che c’è dietro ad ogni storia. Ha parla in spagnolo, ed è stato tradotto da Gabriela Gabo Calabrò ( la nostra Pagliaccia Umanitaria).
    Feisal Al Mohamad, medico siriano che vive in Italia da 50 anni, ha fatto da moderatore alla riunione ed ha risposto ad alcune domande che sono state poste. Ci ha offerto una lettura della situazione attuale della questione Siriana parlando dell’evolversi della sua storia recente. Ci ha fornito informazioni molto utili che ci possono aiutare a comporre un puzzle quasi impossibile.
    E’ stata una riunione “intensa”, ricca di messaggi e spunti e i numerosi problemi tecnici, che ci hanno costretto a rivedere la scaletta programmata e i tempi, sono passati in secondo piano: la sostanza oscura l’apparenza.
    Il nostro gazebo ha retto molto bene al terribile nubifragio che si è abbattuto su Chiari e sui paesi limitrofi: Tutti i gadget salvi e asciutti. Noi un po’ meno.
    Gabo, la nostra Pagliaccia Del Cuore, approfittando di uno squarcio nel cielo ha aperto il paracadute della Pace. I bambini sono spuntati, i ragazzini si sono avvicinati, mamme e papà, giovani e chi lo ha desiderato si sono attaccati alle maniglie del paracadute e abbiamo iniziato a giocare nel bellissimo parco della villa Mazzotti. Restare Umani è anche ricordarsi di saper giocare insieme e Gabo ce lo insegna sempre.
    Dal nostro gazebo sono passate tante persone. Alcune ci hanno chiesto informazioni su We Are. Lo sappiamo, viviamo in tempi difficili, di diffidenza, dove sembra prevalere la paura dell’altro e la fiducia sembra vacillare. Per questo noi siamo consapevoli di avere amici preziosi, che ogni volta ci sostengono ( e ci portano anche ottimi frollini con marmellata di ciliegie cotti a puntino). Siamo molto grati per tutti coloro che prestano voce a chi non ha più voce. We Are lo fa, dando voce ai bambini Siriani e ai profughi del campo di Moria a Lesvos. Quanta ricchezza si riceve donando il proprio tempo e le energie a chi tempo ed energie ne ha poche!! Tanta gratitudine a chi“ Resta Umano”.
    Chiarissima è finita e abbiamo smontato tutto. Abbiamo salutato chi parte. Abbracci forti.
    I nostri bambini di Kilis, le loro madri e le donne e i profughi delle isole Greche da oggi sono meno soli.

  • Questa settimana di Maggio sarà molto operosa per We Are.
    Stiamo ultimando la preparazioni degli scatoloni che andranno a costituire il container che partirà Giovedì verso l’isola greca di Lesvos. Scatoloni che contengono vestiti, scarpe, intimo, farmaci e giocattoli che sono le grandi necessità delle famiglie e delle persone “ospitati” nei campi profughi dell’isola. We Are, ha il sostegno di molte persone che, silenziosamente, portano il materiale richiesto, o fanno donazioni per la spedizione. In effetti il bene e la solidarietà non fanno rumore, ma portano grande sollievo a chi è nel bisogno. Noi ringraziamo tutti, e, come nostra consuetudine, terremo monitorato il viaggio del container e comunicheremo con reportages dedicati. Per rispondere alle domande che, a volte, ci vengono rivolte riguardo alla certezza che i nostri progetti, i nostri materiali ecc arrivino tutti destinazione, ricordiamo che We Are si muove su canali sicuri, appoggiandosi a referenti conosciuti che agiscono sui luoghi di destinazione dei progetti. Quando vengono meno questi requisiti, i progetti vengono terminati.
    Il secondo importante appuntamento della settimana è la presenza di We Are a ‘Chiarissima 2019’. Ogni anno a Chiari ( Bs), nella splendida cornice della Villa Mazzotti e del suo meraviglioso parco, si svolge il Festival del Ben-essere. Quest’anno il tema su cui verte la manifestazione ( che dura 3 giorni ) riguarda la questione dei migranti e tutto ciò che questo comporta. Chiarissima apre vari spazi di approfondimento, confronto e dibattito e We Are Sabato 11 maggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00, offrirà un contributo significativo per l’approfondimento della questione siriana, della situazione nei campi profughi e della situazione italiana, portando alla conferenza/dibattito importanti ‘ testimonianze del nostro tempo’ attraverso la voce dei relatori ospiti ( per conoscere i nostri ospiti vi rimandiamo ad articoli precedenti). We Are vi invita con calore alla conferenza, e , al nostro gazebo, troverete meravigliosi gadgets per sostenere i nostri progetti.

  • Francesca, in questi anni, ha portato il libro nelle scuole e ha fatto conoscere la Storia di Maxima a centinaia di studenti che hanno sempre mostrato vivo interesse e posto tantissime domande. Anche nelle iniziative di We Are Francesca e la storia di Maxima sono state spesso presenti.
    In questi giorni Maxima e suo fratello sono in Italia, a Bergamo nell’ambito di una rassegna libraria, e li abbiamo incontrati. Abbiamo abbracciato una ragazzina, ancora deve compiere 18 anni, solare e comunicativa, bellissima e sorridente, con un’esperienza pesante, divenuta fonte di ricchezza interiore e motivo di impegno quotidiano, ma sempre col sorriso. Una storia, che ha un volto e un cuore, quello di Maxima ma, con lei, tanti volti e tanti cuori: perché dietro ogni storia ci sono Persone.

  • AMEDEO RICUCCI

    Giornalista professionista, lavora in RAI dal 1993..E’ stato inviato speciale di “Professione reporter”, TG1 e “La storia siamo noi”, seguendo i più importanti conflitti degli ultimi vent’anni: Algeria ,Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kossovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq, Palestina, Tunisia, Libia, Siria.
    Dal settembre 2011 gestisce il blog “Ferri Vecchi” e, dal settembre 2013, lavora agli speciali del TG1 .Il 3 aprile 2013 è stato sequestrato in Siria assieme ad altri tre giornalisti italiani ad opera di una brigata di Jabhat al Nusra , passata in quegli stessi giorni all’isis che si era appena costituito .I quattro giornalisti sono stati liberati dopo 11 giorni di sequestro e, in tale periodo, era stato mantenuto il silenzio stampa .Amedeo Ricucci dice spesso che la sua idea di giornalismo è racchiusa in questa frase di Horacio Verbitsky : ”Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, tutto il resto è propaganda”.
    Così come sulla carta stampata domina il racconto con le parole, in tv dovrebbe prevalere il racconto per immagini che ha in sé una grande potenza, perchè la forza espressiva di una sequenza filmata è unica ,dice , la scrittura evoca infatti,mentre l’immagine va oltre, trasformando una notizia in azione e, soprattutto, annullando la distanza che separa noi telespettatori da un avvenimento, che ci viene restituito in tutta la sua ricchezza (o quasi) e senza( troppe) mediazioni”.
    Giornalista che fa il suo lavoro con competenza e accuratezza, serio Inviato che sta sul campo e ci racconta come vanno effettivamente le cose afferma: ”A me piace essere onesto anche a discapito delle mie idee”.
    Ci parla di Africa e ci aiuta a capire i suoi lenti ma importanti cambiamenti, ci obbliga a riflettere sulla tragedia siriana su cui abbiamo consapevolmente chiuso gli occhi e di cui ancora si fa fatica a capire la vera portata di questa tragedia. Ci racconta il “caos libico”,il dramma della popolazione dando una lezione di giornalismo, un reportage sulla vita quotidiana a Tripoli e sulla condizione dei migranti che restano lì intrappolati.
    “Bisogna farsi viaggiatori per decifrare i motivi che hanno spinto tanti a partire e tanti altri ad andare incontro alla morte. Sedersi per terra intorno a un fuoco e ascoltare le storie di chi ha voglia di raccontarle, come hanno fatto altri viaggiatori fin dalla notte dei tempi (A,Leogrande .La frontiera). Inviato, esperto viaggiatore, competente reporter che sa sedersi ad ascoltare.

  • Quest’anno non è stato possibile andare in missione dai nostri bambini , abbracciarli, giocare insieme a loro e condividere le loro birichinate. Il nostro sostegno è comunque giunto a destinazione sotto forma di cibo e generi necessari alla quotidianità. Abbiamo imparato che per i nostri bambini è di grande conforto sentire la nostra vicinanza: i loro abbracci sono ‘forti e avvolgenti’ , per cui quest’anno abbiamo inviato loro dei video in cui li salutiamo a nome di tutti i sostenitori di We Are e li abbracciamo virtualmente. Buona Pasqua!

  • OMAR ALASHAKAL
    Cresciuto in una famiglia benestante legata al regime, ha deciso di avvicinarsi alle prime manifestazioni nella sua città per curiosità. Era uno di quelli che pensavano che in Siria non si stesse male ma in una di queste proteste fu arrestato e imprigionato per quasi due mesi. Ripudiato dalla famiglia, Omar si trasferisce nella zona ribelle della città e si presta come traduttore e assistente per i giornalisti e in seguito come autista di ambulanza finché non viene ferito e si deve trasferire in Turchia per le cure. Dopo la degenza, prima di tornare nell’inferno della Siria, vede dalla spiaggia l’isola greca di Kalimnos e, con un amico, un giubbotto di salvataggio e una gomma da camion, decide di tentare di raggiungerla a nuoto. Dopo 14 ore in acqua vengono salvati a1 km dalla riva da una nave. Vaga per kalimnos e poi Salonicco. Attraversa il confine macedone e arriva in Germania da uno zio. Qui cura la sua gamba ferita e, con notevoli difficoltà, tenta di adattarsi a una nuova vita in un nuovo paese, ma in un’indagine di polizia viene accusato di appartenere allo stato islamico; poi le accuse risulteranno infondate, ma la sua immagine è ormai macchiata ed è visto con diffidenza anche dal resto dei rifugiati. Decide quindi di tornare in Siria.Sulla via del ritorno si ferma a Lesbo e qui inizia a studiare inglese mentre cucina per i rifugiati e fa volontariato presso ong. Fonda infine REFUGEE4REFUGEES, la sua associazione grazie alla quale offre cibi caldi, abiti asciutti e un posto per dormire ai nuovi arrivati sull’isola. Tra i compiti importanti svolti dalla sua associazione c’è anche la pulizia delle spiagge e degli insediamenti informali al di fuori del campo di Moria. corsi estivi di nuoto per superare la paura dell’acqua, ma soprattutto ci sono progetti sociali ed educativi per i bambini.
    “Far vivere questi bambini nel degrado, abbandonati dalle istituzioni europee, significa segnarli per sempre,marcarli di rabbia e risentimento. Qualcuno deve aiutarli, per questo sono tornato qui, per restituire un po’ di dignità alle persone che l’Europa mortifica. Provo a ricordare loro che non sono animali, a ricordare cosa significa umanità”.