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  • Filoxenia: Testimonianze dalla guerra in Siria e dai campi profughi – sabato 11 maggio ore 16.00 – 18.00 Villa Mazzotti Chiari. – nell’ambito del festival del benessere di Chiarissima 2019
    Iniziamo a presentarvi i protagonisti della conferenza:
    Feisal Al Mohamad, sarà il moderatore.

    “Agli scettici dico che noi siriani possiamo andare a Ginevra o a Parigi, in Australia e in qualsiasi parte del mondo per parlare della Siria, per liberare il nostro Paese dall’occupazione straniera da Russi, iraniani, isis e tutte le milizie che uccidono i nostri bambini. Non abbiamo paura di parlare con chiunque pur di ottenere la libertà. Incontriamo, parliamo, trattiamo, ma una cosa sola non siamo e non saremo mai disponibili a fare: dimenticare il sacrificio dei nostri martiri, il loro sangue versato sulla terra siriana per la nostra libertà, per la nostra dignità. Continueremo fino alla vittoria.”

    Queste sono parole di Feisal Al Mohamad, medico italo – siriano, portavoce dell’associazione Siria Libera e Democratica (formazione di italiani e siriani pro rivoluzione), segretario generale della Corrente Popolare e Libera (formazione di opposizione siriana), in Italia da oltre 50 anni.
    Quest’anno Feisal sarà presente, in qualità di moderatore, alla nostra conferenza: Filoxenia, testimonianze dalla guerra in Siria e dai campi profughi; perchè niente deve essere dimenticato, nessun dolore, nessuna vita, nessuna anima.
    Tutto questo interessa ognuno di noi, perché quando ci sono persone delle quali la società non si prende cura, il rischio riguarda tutti.

    Come dice sempre Feisal: “Se un incendio brucia la casa del mio vicino, io aiuto a domare le fiamme anche se il mio vicino non mi è simpatico perché anche la mia casa è a rischio”

    Un detto arabo racconta: “Se ti spiegano il medio oriente e sei convinto di averlo capito, non rallegrartene: vuol dire che te l’hanno spiegato male”.

    Feisal ha la capacità di argomentare, con semplici parole, la complessa ed intricata situazione che oggi è la Siria.

  • Ieri, domenica 7 aprile, si è svolta la “camminata solidale “. Sfidando un meteo non proprio favorevole, eravamo un centinaio di persone con parecchi amici a 4 zampe al seguito. Poche gocce ci hanno accompagnato verso il Cocca Hotel, e un raggio di sole ci ha salutato all’arrivo per l’ottimo l’aperitivo. . . I nostri nuovi progetti prendono forma attraverso la solidarietà che si crea con la comunicazione, delle parole, dei fatti e del cuore. Ad ogni evento che We Are propone ci sono gli amici di sempre, che collaborano alla buona riuscita, e nuovi amici si aggiungono: perché la sensibilità, l’empatia e il desiderio di essere propositivi c’è, e va riconosciuto e coltivato. Abbiamo camminato, giocato con i cani, giocato con il paracadute della Pace, assaporato un ottimo aperitivo e gustato il grande uovo di pasqua che, il nostro Presidente Enrico (fresco vincitore della lotteria che lo aveva messo in palio) ci ha lasciato per l’evento. Una buona domenica, e la palestra con il progetto di supporto psicologico per i nostri bambini di Kilis prende sempre più forma.

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    We Are organizza una camminata solidale per sostenere il nuovo progetto #wearegym. Siete tutti invitati ad indossare una maglietta bianca (We Are ne venderà alcune anche sul posto), a portare amici, familiari e cani. E’ gradita una prenotazione affinché si possa organizzare al meglio l’aperitivo.

    Per confermare la presenza contattare:

    • Lorella 3332373222
    • Gabriella 3381379700
  • WeAre è davvero molto felice di comunicare agli amici e sostenitori che Enrico Vandini, il presidente di We Are onlus, si sta lentamente riprendendo dal delicato intervento chirurgico che ha dovuto affrontare.

    Il miglior modo di festeggiare con Enrico questa bellissima notizia è dare l’avvio ufficialmente ad un nuovo progetto di We Are: #WeAreGym# , la creazione di uno spazio ludico/motorio che possa essere usufruibile sia dai bambini dell’orfanotrofio di Kilis, ma anche dagli altri. Tale progetto è legato ad un altra iniziativa che stiamo progettando, che prevede il supporto psicologico dei bambini e delle mamme di Kilis.

  • WeArePizza è una serata insieme, in piacevole compagnia.

    I progetti di We Are sono volti e cuori pulsanti, noi non li dimentichiamo. Ci sono novità da condividere.

    Vi aspettiamo!

  • Per San VALENTINO We Are vi propone i gadget solidali che aiutano a sostenere i nostri progetti. Per acquisti e ordini contattare morandilorella@gmail.com

  • Vi presentiamo i nuclei familiari che stiamo seguendo con il progetto WEAREKILIS e che incontriamo nelle nostre missioni tre volte l’anno.
    Sono profughi che scappano dalla guerra, come i tanti che abbiamo incontrato sull’isola di Lesvos, al campo profughi di Morìa. La differenza della qualità della vita di un profugo è data dalla diversa attenzione che riceve: ogni gruppo familiare a Kilis viene supportato da WeAre con il pagamento dell’affitto e con generi di necessità di volta in volta richiesti.
    Queste foto ci sono state inviate dal direttore dell’orfanotrofio, con il quale siamo costantemente in contatto.

  • E’ bello poterli vedere così!!!

    Sì, lo sappiamo, c’è ancora molto da fare, e ci sono molti altri bambini e mamme che hanno bisogno di attenzioni; abbiamo scelto di non girarci dall’altra parte e contiamo di poter agganciare alla tutela della struttura altri bambini e altri nuclei familiari. Noi ci siamo.

    Quando ci sono arrivate queste immagini abbiamo condiviso una riflessione: alla luce della nostra esperienza di gennaio a Morìa sull’isola di Lesvos in Grecia, dove Lorella (vice-presidente di WeAre), Gabo, Francesca e Marzia hanno toccato con mano l’abbandono in cui versano i vari nuclei di persone che qui vivono, ci siamo convinti che la realtà del profugo cambia radicalmente se, all’indifferenza, si sostituisce la presenza. Persone accolte, accudite, ascoltate; persone a cui vengono garantiti gli strumenti per la sussistenza, ricevono contemporaneamente anche una prospettiva di vita e un futuro possibile.

    I BAMBINI SONO UN PRESENTE BELLISSIMO CON LO SGUARDO AFFACCIATO NEL MONDO DI DOMANI.

     

  • Siamo partite: 4 donne cariche di bagagli stipati sottovuoto in valige e borsoni chiusi a pressione, pesati al grammo per non sforare il peso massimo concesso dalla compagnia aerea.

    Valige e borsoni piene di indumenti caldi, giacconi e abiti per bambini, scarpe e cuffie. Tutto materiale raccolto e offerto da piccole associazioni, negozi di abbigliamento, persone singole, mamme e zie, vicini di casa, colleghi di lavoro. Qualcuno ha lavato e stirato gli abitini dei bambini, per poterli consegnare puliti e profumati.  Mentre preparavamo i bagagli, nel clima festoso di un manipolo di donne che diventano bambine, felici di occupare il poco tempo libero dal lavoro e di condividerlo, ci siamo accorte di quanta “attenzione all’altro” si può muovere con poco, magari senza fare nemmeno troppo rumore.

    Valige pronte si parte. Francesca, grande esperta di viaggi, spostamenti e soggiorni, ha un talento particolare per organizzare tutto al minimo costo. Ci si adatta a tutto: siamo comunque privilegiate anche se dormiamo in quattro in poco spazio e la camera non è calda a sufficienza.

    Siamo fuori dalle recinzioni del campo, chiuso da reti e protetto da torrette. Fuori, dove c’è il campo degli ultimi arrivati, quelli che sono sbarcati da poco e che attendono di poter accedere all’interno del campo vero e proprio. Mi è difficile spiegare, ma la sensazione di trovarmi lontano dal mondo dei vivi è stata un incubo.

    Del bagaglio che avevamo con noi, l’unica valigia nostra, conteneva tutto il materiale per Gabo, la nostra Pagliaccia. Con i suoi abiti colorati e l’immancabile naso rosso  ha aperto il paracadute colorato e……………… come formichine bambini, bambine, mamme, ragazzini e nonni, , e ancora tanti bambini e bambine,  si  sono raccolti intorno ai colori della pace: uscivano dalle tende improvvisate e dai buchi della rete di recinzione del campo, arrivavano da tutte le parti. Che emozione!! E l’incubo è diventato un sorriso, un grande abbraccio. E il mondo dei vivi era lì, sbocciato intorno al paracadute e ai giochi di magia della nostra Pagliaccia preferita. Gabo ha giocato per tre giorni con i bambini di Morìa, nel campo degli ulivi quando c’era sole e in uno stanzone improvvisato quando pioveva a dirotto e il fango scivolava dentro alle tende.. Noi sottovalutiamo il potere di un sorriso e di un abbraccio. A volte sono le “cose” più preziose che si possono regalare. E Gabo ha una riserva infinita di sorrisi, di abbracci e … di magìe.

    Ho preso contatti con Francesco, il responsabile dell’organizzazione refugèe4 refugèe composta da volontari che sostengono i profughi presenti a Morìa.  Abbiamo portato tutto il contenuto delle nostre valige nel “ magazzino”, ben ordinato e pulito. Qui le famiglie del campo, possono accedere e prelevare quello di cui necessitano. Francesco ci ha parlato delle emergenze: Biancheria intima, salviettine umidificate ( a gennaio lavare i bambini con acqua fredda non è consigliabile) assorbenti e stivali di gomma. Con l’auto presa a nolo, e con Marzia alla guida, siamo andati a fare acquisti: acquistare i generi che ci sono stati richiesti, tra cui  400 euro di mutande ci ha reso felicissime!!!! E siamo riuscite anche a perderci con l’auto: siamo finite sulla “ collina dei salvagenti”; ci lacrimavano gli occhi, ma non era solo per il vento freddo: ogni pezzo di gomma arancione una storia, una vita.

    All’interno del campo ci sono i medici volontari di Kitrinos. Li abbiamo incontrati e ci siamo rese conto delle enormi difficoltà che affrontano nel loro lavoro di volontariato sia per poter prestare soccorso a chi è ammalato, sia per la mancanza di un ambiente idoneo per le visite: “l’ambulatorio” è formato da quattro mura senza tetto, ma qualche telo. Abbiamo acquistato una stufa, e i farmaci che ci sono stati richiesti.

    Dei tanti incontri con le persone del campo, delle tante storie ascoltate, ognuna intensa, unica eppure condivisa, ne riporto solo una: l’ incontro con “Romeo e Giulietta”. Li abbiamo chiamati così perché è davvero una storia che somiglia molto alla tragedia di Shakespaeare. Due ragazzi giovanissimi con una storia incredibile. Un giorno ve la racconterò.

    La missione sull’isola di Lesvos si è conclusa il lunedì. Siamo tornate leggere di bagaglio, ma cariche di tanto altro. Sembra assurdo, ma, nonostante il surreale che abbiamo visto, le difficoltà estreme e le condizioni inumane, siamo cariche di qualcosa di estremamente positivo: agire si può; e le mani operose, quelle che sono in sintonia con un cuore che batte in armonia, dispensano Bellezza.

  • I volontari di We Are consegnano i farmaci e la stufa ai medici di Kitrinos che lavorano come volontari all’interno del campo profughi di Moria.