A cura di Daniela Sacco

Tante mattine quando i miei figli di 6 ed 8 anni non si vogliono alzare per andare a scuola, mi ritrovo a ripetere loro che sono molto fortunati perché hanno la possibilità di imparare a leggere, scrivere, scoprire tante meraviglie del mondo e che invece tanti loro coetanei e coetanee non possono farlo perché non hanno la possibilità economica o si trovano in zone dove a scuola non si può andare a causa della guerra.

E devo dire che non sempre funziona, ma mi chiedono continuamente perché questo succede e non è facile spiegar loro le cause della povertà e della guerra e mi chiedono anche di poter ospitare alcuni di questi bimbi e bimbe a casa nostra. Quando ho letto del progetto di We Are ho pensato che era un’ idea stupenda e che potevo almeno dire ai miei bimbi che stavamo facendo qualcosa di concreto per alcuni dei tanti bambini e bambine che non possono andare a scuola.

Vivendo in un quartiere di Roma, il Pigneto, dove ci si aiuta molto e dove tante persone sono solidali e sensibili, non è stato difficile trovare altri genitori della scuola E. Toti disposti a sostenere una classe con me, amici che già in passato mi hanno aiutato con raccolte di vario tipo per We Are ed altre cause. Ora ci piacerebbe rendere ancora di più i nostri figli partecipi di questa iniziativa e poter veramente creare un legame con la classe di bambini e bambine siriani per poter far sentire loro il nostro calore.

Grazie a Maud, Serena, Raffaella, Federica, Domenica, Giovanna, Francesca, Veronica, Susi, Valeria, Nicoletta, Elisabetta, Sonia, Lilly, Milena, Alessandra.

Per info quì il link al progetto #WeAreSchool

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