Sono trascorsi ormai otto mesi da quando abbiamo avviato il progetto di sostegno psicologico dedicato ai profughi siriani (vedove, orfani e mutilati) che vivono nella cittadina di Kilis nella quale la nostra associazione opera da tempo.

Abbiamo aspettato di ricevere i dati completi dei primi sei mesi per potere condividere insieme a voi i risultati e ora, con grande orgoglio e grande soddisfazione, siamo in grado di farlo.

Nel corso dei primi sei mesi sono state effettuate 222 sedute (singole e di gruppo) e complessivamente sono stati trattati 237 bambini e 137 adulti.

Non possiamo entrare nello specifico per non violare la loro privacy ma siamo in grado di raccontarvi le problematiche su cui il team di specialisti hanno dovuto maggiormente intervenire.

L’arrivo del Covid19 ha imposto che le sedute dei primi mesi venissero dedicate a spiegare cosa rappresentava il virus e quali erano le modalità per poterlo evitare. Una volta che i punti essenziali sono stati chiariti si è partiti con sedute psicologiche che hanno cercato di intervenire sui traumi derivanti dalla guerra sia per gli adulti che per i bambini alcuni dei quali hanno problemi di minzione notturna nonostante una età in cui questo problema dovrebbe essere risolto. Il team di psicologi ha cercato di capire i drammi interiori di questi bambini facendo fare loro disegni da cui sono emerse le loro paure ed i loro fantasmi su cui poi hanno iniziato a lavorare. Anche gli adulti come è facile intuire soffrono i traumi dovuti alla guerra, alla perdita dei loro cari e dall’abbandono delle loro case e della loro terra ma con persone di età adulta fare emergere i drammi a volte è più semplice e diretto ma poi si deve insegnare loro come gestire figli problematici e come impiegare al meglio il loro tempo senza cadere in stati depressivi.

Sia alle madri che ai fanciulli, chiaramente con modalità differenti, è stato spiegato come evitare e nel caso riconoscere eventuali casi di abusi sessuali sui minori: certo è un argomento che fa vomitare anche solo a doverci pensare ma rendiamoci conto delle condizioni di vita di queste famiglie: abbiamo condiviso questo approfondimento che si è sembrato più che necessario.

Si è lavorato molto e si continuerà a farlo nei prossimi mesi sulla gestione del tempo libero e sul rapporto con i media sia per quanto riguarda gli adulti che i minori.

Dal mese di luglio è partita la seconda parte del progetto che abbiamo ipotizzato debba durare almeno 24 mesi e non vi nascondiamo che siamo davvero molto fieri di quello che stiamo realizzando e anche se questa estate non siamo potuti scendere in missione speriamo di poterlo fare al più presto con la certezza di vedere ed abbracciare bambini ed adulti più sereni e con qualche problema in meno. Non è stato facile sostenere questo progetto, soprattutto tenendo conto dell’emergenza Covid ma andiamo fieri dei risultati raggiunti e anche se non sarà facile portarlo a termine visti i tanti eventi che siamo stati costretti ad annullare abbiamo la certezza di avere tanti sostenitori dal cuore grande ed è proprio a voi che facciamo appello: una piccola donazione da parte di tanti ci è davvero utile per portare a termine questo progetto a cui abbiamo dovuto togliere risorse per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare nell’isola di Lesbo dove circa 30.000 profughi sono costretti a vivere in condizioni per cui l’umanità tutta dovrebbe provare vergogna. Ce la faremo, ne siamo certi e siamo determinati a farcela per cui : buon lavoro a noi e grazie a voi per il sostegno passato, presente e futuro: come ormai sapete ogni piccolo contributo è utile per aggiungere l’obiettivo (IBAN IT02V0538702402402000002154768 – PAYPAL: donazioni@weareonlus.org).

Grazie di cuore a chi vorrà contribuire